
Agrigento 265 £

Aliki 360 £

Munnu 21.750 $

Vicente Gracia 2.240 $

Vernissage 2.575 $

Shaun Leane 295 $

Vicente Gracia 1.996 $

Shaune Leane $ 4.200

Malcom Betts 775 $

Finn 1.100 $

Delfina Delettrez 19.950 €

Le Sibille 6.300 €

Agrigento 265 £

Aliki 360 £

Munnu 21.750 $

Vicente Gracia 2.240 $

Vernissage 2.575 $

Shaun Leane 295 $

Vicente Gracia 1.996 $

Shaune Leane $ 4.200

Malcom Betts 775 $

Finn 1.100 $

Delfina Delettrez 19.950 €

Le Sibille 6.300 €

Nata da pochissimo, questa collezione è dedicata ad Audrey Hepburn e ai suoi amati cagnolini.
Sono borsette dalle forme retrò ma molto moderne nell’ironia della scelta dei temi. Borsette a mano, da signora delicata e bon ton, ma ricamate con piccoli oggetti quotidiani.
Le borse sono tutte fatte a mano in Italia, belle, rifinite, unico neo… il costo, davvero eccessivo. Le ho viste a Premiere Classe di Parigi ed era la prima volta che si proponevano al mercato. Chissà se le vedremo nelle vetrine italiane.


Francesca è una delle mie clienti più affezionate, ricordo la prima volta che si affacciò in boutique, circa tre anni fa, era l’inizio dell’estate, il periodo in cui il mio negozio si trasforma in un altare di vestitini, magliette e gonne colorate e infiorellate.
Alle grucce erano appese collezioni di mini mini abiti, quegli abitini che le donne indossano quando stanche del grigiore invernale, sbocciano nelle strade del centro come roselline profumate.
Francesca entrò attratta dai colori, mi salutò e iniziò a guardarsi intorno, prima con timidezza e poi con la fame che solo chi ama la moda sa avere.
Toccava i tessuti e accarezzava le sete quasi a voler contarne i fiorellini.

Amo l’omino dell’Ups, ogni volta che vedo il furgoncino marrone e giallo che imbocca il parcheggio mi batte il cuore.
Ma non perchè l’omino dell’Ups sia particolarmente avvenente o affascinante, solo per il prosaico motivo che l’omino mi porta i pacchi di cose nuove.
Io, come una bimba la mattina di natale, firmo in fretta la ricevuta, sorrido riconoscente e, una volta sola, chiudo la porta a chiave e mi tuffo nell’odore buono di cartone.
Oggi l’omino è arrivato di soppiatto mentre ascoltavo Fossati su Youtube e sognavo il mare e non ho visto il suo furgoncino, ma il cuore mi è battuto lo stesso quando l’ho visto arrivare con il bellissimo blocchetto delle ricevute in mano.
L’omino dell’Ups è rumeno ed è uno degli uomini più gentili che conosca, bassino, biondino, giovane ed educato. Una volta mi ha guardato tutto timido e mi ha detto
“Signora, se le lascio i miei bigliettini da visita mi fa pubblicità?”.
Me ne ha lasciati un pacchetto e ho notato, appena uscito, che fa il massaggiatore sportivo, A Bucarest era il suo lavoro. Da allora aspetto ansiosa che entri un calciatore o un tennista per promuovere l’omino.
L’omino mi ha portato un paccone enorme, di quelli con su scritto “alto”, da trattare con cura e non rivoltare, con tutti i suoi begli abitini appesi alle grucce, un signor pacco.
L’emozione mi ha fatto dimenticare di chiudere la porta e così, mentre scartavo il mio cabinet delle meraviglie, gustandomi la fragranza dei tessuti caldi caldi, è entrata una ragazza.
“Sono arrivate le cose nuove? Che bello!”
“Bello, sì, stavo proprio per metterle a posto”
“Posso dare un’occhiata?” dare un’occhiata è la locuzione che più mi spaventa, so per esperienza che dare un’occhiata significa metterti tutto in disordine e violentare le mie belle cosine nuove, ma ho avuto un padre comunista che mi ha fatto diventare, ahimè, assertiva e non ho saputo dire di no.
“Prego, anche se devo ancora prezzarle…”
“fa nulla, do solo un’occhiata”
E si tuffa anche lei nel mio scatolone fra i miei vestiti santi, con la sua capigliatura biondo extension e il profumo di vaniglia.
“Bello questo, posso provarlo?”
“Signora, sono appena arrivati, devo caricarli sul pc e prezzarli”
“Ci metto un attimo, è troooppo bello”
Tira fuori un abitino di seta lucida e vergine e corre in camerino senza nemmeno guardare la taglia.
Sto per scoppiare e mandare a quel paese lei e il suo profumo di vaniglia che mi ricorda l’arbre magique della 127 verde del mio primo fidanzato, ma mentre la mia bocca si schiude vedo mio padre con il ditino alzato che mi dice “gentilezza, gli uomini sono tutti uguali e degni di rispetto” e chino il capo.
E’ la mia giornata fortunata, perché la signora esce fuori tutta vestita di nuovo, croccante nelle sue vesti di fabbrica e mi fa
“Ha visto che era perfetto? Lo prendo e lo tengo addirittura addosso, stavo giusto andando ad un congresso dove devo parlare sul palco, chissà come mi invidieranno tutti!”
Visto che di queste fortune mi capitano solo negli anni bisestili, cerco in fretta sul pc il prezzo di vendita e lo comunico alla signora che si specchia sistemandosi il vestito, tutta contenta.
Paga e esce.
Proprio mentre mi volta le spalle e sta per aprire la porta mi accorgo che un angolo della gonna del suo bel vestitino nuovo si è infilato nelle mutande scoprendole tutta la coscia e mezza natica cicciotta.
Faccio per chiamarla e avvisarla ma il diavoletto che è in me e che amo ha il sopravvento e mi impedisce di parlare, rendendomi impassibile con l’angolo della bocca piegato in un ghigno malefico.
“Arrivederci, Signora, vedrà che farà un figurone al suo congresso”.
E mi rituffo nel mio scatolone.