set 162011

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Quando mi chiedono cosa sia il cool hunting, rispondo che non so darne una definizione.

L’interesse alle tendenze e a quello di cui l’umanità ha bisogno è innata, fa parte della sensibilità, della passione per la gente, dell’attenzione quasi morbosa ai particolari, alla strada e alla vita stessa.

Le tendenze sono qualcosa di volatile, non prevedibili con precisione, un po’ come la storia, se riuscissimo a predirre il futuro dagli avvenimenti del passato potremmo essere padroni del destino.

Ma osservare e sentirsi parte di un gruppo, che è il genere umano stesso, serve a capirne i bisogni e i desideri inconsci.

Veniamo da un’epoca che si è sviluppata velocemente, con ritmi mai accaduti prima, un’epoca che ci ha coinvolti in un mondo di tecnologia e comunicazione, forse la più bella che mai ci capiterà di vivere, ma un’epoca che ci ha anche sezionati, analizzati e, probabilmente, pilotati.

Siamo nel mezzo di una crisi, dove crisi vuol dire cambiamento radicale e, viaggiandoci dentro, non ce ne rendiamo conto e la subiamo; ma questa crisi genera dei bisogni e dei disagi in attesa del cambiamento visibile, purtroppo lentissimo, che, probabilmente, assimileremo senza nemmeno accorgercene.

La tendenza prossima, che viene dall’essenza stessa dell’essere umano come identità di animale, è l‘ISTINTO, l’istinto che ci fa sentire vivi e vitali, partecipi e parte di un tutto, che è poi la natura stessa, da sempre mossa dall’istinto.

L’istinto come libertà di sentirsi umani, come libertà di sbagliare e rilassarsi nell’errore, istinto che ci permette di godere dei 5 sensi in modo primordiale, il modo più potente che esista.

Per entrare in questa fase, che sarà una successiva consapevolezza, stiamo attraversando vari passi, il primo è la PULIZIA, che domina in questo periodo la moda e  tutte le espressioni creative, il BIANCO come unione di tutti i colori e quindi l’infinito, che però si presenta privo di sensazioni e quindi meno impegnativo, il VERDE che è il rilassante colore che riempie tutto il mondo in natura e che è l’unico che sta bene con tutto, proviamo a pensare ai prati con il loro verde che armonicamente si abbina al rosso dei tetti e a tutti i mille colori dei fiori. Il ROSSO che è il colore del fuoco e che rappresenta il moto assoluto.

Nei prossimi anni vedremo l’ISTINTO manifestarsi nel verde che prenderà forma, nel rosso che si affievolirà e in tutti colori della terra. Lasciamoci affogare nei nostri istinti e riprendiamoci quella ferignità che è nostra e che ci permette di identificarci in una specie animale così particolare, l’unica capace di fare musica da rumori e arte da forme e colori.

Film cult assolutamente da rivedere: Stati di Allucinazione (Altered States Ken Russel 1980), per sentirsi trasportati dallo stato primordiale alla materia stessa del Big Bang, dove il tutto si divide in parti e dove potremmo finalmente ricordare che siamo parti di quel tutto. Ripartiamo da qui.

giu 222011

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I cappellini sono la mia passione, cappellini di tessuto, panama, paglia di firenze o cloche morbide. Il loro tripudio è l’estate, quando il cappellino prende vita nella sua forma originale: ornare, decorare e non coprire.

Non siamo britannici e mai indosseremo i cappellini della regina Elisabetta o di Camilla Parker Bowles o quelle opere d’arte che Philip Treacy mette spigliatamente sulle teste delle londinesi, ma un cappellino di paglia naturale che fa tanto Carolina nel suo periodo nero  ad Aix en Provence ce lo meritiamo.

Quest’anno ne ho comprati diversi, colorati, naturali, righe fiorentine, li ho esposti in fila indiana su di una mensola della boutique, come tante palle colorate in un negozio di giocattoli, allegri, chiamano il sole o la pioggia d’estate; a tesa larga per le giornate assolate di luglio, a cloche per le sere fresche quando il maestrale soffia violento e il cappellino devi tenerlo fermo con le mani.

Sono in piedi e guardo i miei cappellini con amore materno quando una coppia varca la soglia, sono due non più giovanissimi, sulla quarantina, abbigliati come  texani a Miami, lei biondona, coda di cavallo fino alla vita, occhiali mascherina neri e miniabito animalier, lui palestrato pantalone bianco aderente stile “hai una pistola nella tasca o sei felice di vedermi?” camicia di lino sbottonata sul petto depilato, insomma, due tipi filologicamente perfetti, nel loro genere. Ivano e Jessica di Viaggi di Nozze.

-Buongiorno, ho visto quel bellissimo cappello di paglia a tesa larga, posso provarlo?-  cinguetta Jessica con Ivano al seguito. -Ma certo, questo è un bellissimo cappello di paglia di firenze, fatto a mano in fibra naturale.-

-Amò, guarda che bello, mi sta bene?-

-Amò, sei una favola, paga che andiamo-

-Amò, ma non era proprio quello che cercavo-

-Amò, e quando mai trovi quello che cerchi? com’è che lo volevi? dai che abbiamo fretta.-

-Volevo un cappello così di paglia sì, ma non così, lo volevo bello largo ma come posso spiegare, tipo cow boy, amò hai presente quelli da cow boy che fanno tanto Calamity Jane e a me stanno bene perchè io so’ ‘na tipa aggressiva, ’sto cappello mi fa tanto Rossella Ohara e io so’ più Lara Croft-

-Amò, e allora andiamo, se non ti piace.-

-Non è che non mi piace, è… è… non è abbastanza aggressivo amò, come so’ io. Io volevo un cappello da cow boy.-

-Amò, dammi qua che te lo sistemo io ’sto cappello da cow boy-

Ivano prende il cappello dalla testa di Jessica, lo gira e lo rigira nelle mani, va diritto e deciso al mio bancone puntando un oggetto non ben identificato con fare da Gary Cooper in  mezzogiorno di fuoco, fa un mezzo giro su se stesso, fissa negli occhi Jessica, prende il cappello, accosta i lati della meravigliosa tesa larga e tira fuori l’arma recuperata: la spillatrice… click clack e il mio cappello romantico è trasformato in un cappello fusion da cow girl, poco credibile con il suo gros rosa cipria ma con due gesti il cappello da cow boy è fatto!

Non so se scoppiare a piangere o chiamare la polizia, ma alla fine lo sguardo di amore profondo di Jessica e di eterna gratitudine verso Ivano vale più del mio orgoglio, prendo la carta di credito e faccio anche lo sconto.

E poi si dice che gli uomini non fanno più nulla per le loro donne.

giu 032011

Ma voi li spendereste 1600 euro per un vestito così?

Senza nome

E 1.800 per questo, con la sua bella citazione colta?

Senza nome2

Rodnik band

feb 032011

Libanese di nascita, dopo anni al fianco di Nicolas Ghesquiere decide di provare la sua strada raccontando la sua storia.

Ecco la sua collezione primavera estate 2011, potete vederla interamente qui

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